1 marzo 2016

È un blog nel quale ho raccontato le mie avventure nei primi sei anni in sedia a rotelle.
Ci sono arrivato nel 2009 dopo due anni di stampelle e uno di deambulatore, grazie a una simpatica malattia progressiva chiamata sclerosi multipla, che mi fu diagnosticata nel 1995.
Ho detto "avventure" perché in effetti trovarsi ad affrontare la vita 
da seduti, cercando di fare tutto quello che si faceva prima, corrisponde alla definizione di avventura che dà la Treccani: "Caso inaspettato, avvenimento singolare e straordinario / Impresa rischiosa ma attraente e piena di fascino per ciò che vi è in essa d’ignoto o d’inaspettato", a parte che per l'aggettivo "attraente".

Partendo dall'idea che lamentarsi è inutile, anzi controproducente, e che bisogna imparare ad usare bene il nuovo strumento - così come tutti abbiamo fatto con la bici, la macchina e il computer - ho raccolto quello che ho imparato in forma di ISTRUZIONI per un miglior approccio tecnico e mentale alla sedia.

Ho poi raccontato un po' di cose che sono riuscito a fare con la sedia a rotelle dopo le prime disastrose uscite. Tra queste ci sono le CORSE, che da sano non avevo mai fatto, cui mi sono avvicinato facendomi spingere da Valerio e che poi ho affrontato da solo con l'Easybike.
Ho parlato anche di DIRITTI, barriere e società, storie edificanti e discorsi sbagliati, viaggi e VACANZESALUTE, rapporti con medici alternativi e non, e della mia esperienza con le due cure più alla moda: la angioplastica secondo il metodo Zamboni e il Sativex, lo spray a base di cannabis.
Ho racimolato anche un gruzzolo di BATTUTACCE che mi ha aiutato a non prendere troppo sul serio il problema, per non sentirne, e non farne sentire, tutto il peso.

Nel blog ho scelto di raccontare solo gli aspetti positivi e, di quelli negativi, solo le parti che fanno ridere. Vi ho risparmiato le frustrazioni, le ritirate, le delusioni e i fallimenti. Questi ho dovuto riservarli alle persone che mi stanno più vicino.
Ogni volta che mi avete letto o visto arrivare bello allegro pulito vestito allenato e sorridente, qualcuno di loro mi aveva aiutato a prepararmi per l'occasione. Un lavoro intimo e difficile, che non si vede ma che potrete immaginare.
Del loro aiuto e della loro sopportazione sarò sempre grato. Spero di non dimenticarmene mai e di non darli mai per scontati.



I marzo 2016, 21° anniversario della diagnosi


Album delle figurine

2009 - SECONDA USCITA
La prima figurina è del 2009: la seconda tragica uscita in sedia a rotelle, che è il primo post del blog.
La sedia era noleggiata e orribile.
La pedana aveva un piedone rotto.
Non riuscivo a fare niente, ogni marciapiede era una muraglia.
La gente mi chiedeva se avevo bisogno d'aiuto e io nervoso e incazzato orgogliosamente rifiutavo.
Ho perso un sacco di roba che da principiante appoggiavo sulle ginocchia non potendo usare le tasche dei pantaloni.
I figli (allora piccoli) mi spingevano allegramente, io avevo paura ma fingevo di divertirmi per non fargli pesare la novità. Un incubo.
Da lì inizia il blog che, in sostanza, è la storia del superamento di quella esperienza.

2010 - ROMA-OSTIA
L'amico Valerio reagisce alla notizia che sono arrivato alla sedia a rotelle attaccando: "Faremo la prossima Maratona di Roma!"
Sembra una pazzia, anche perché allora la specialità sedia-spinta, oggi diffusissima, era pressoché sconosciuta. Ma Valerio non vuole sentire ragioni e ci facciamo preparare una sedia speciale con ruote da mountain bike e maniglione stile carrozzina (quella da neonato) per potermi spingere meglio.
Le prove vanno bene ma non bastano. Ce ne vuole una seria: la mezza maratona Roma-Ostia. Che va benissimo.


2010 - MARATONA DI ROMA
E così a marzo arriva uno dei giorni più belli della mia vita. Per dirne una:"…eravamo partiti con i disabili 5' prima degli altri. Solo che gli handbiker vanno a 40 all'ora e quindi per un paio di km siamo rimasti in mezzo tra loro e i podisti. Abbiamo corso questi 2 km da solissimi, col vuoto davanti e dietro, con la nostra mega sedia nuova bianchissima. La gente aspettava i top runner e invece vedeva arrivare noi che arrancavamo dignitosi nella nostra specialità unica della "sedia-spinta" e tutti urlavano e applaudivano. Irripetibile."
E questa è soltanto la storia della partenza…




Trovandomi in quel periodo a vivere a Roma, ho collezionato, con un Nokia qualsiasi, 21 visuali, tutte dalla macchina in movimento. E' la visuale tipica dell'handicappato.
L'ho chiamata "Roma dal finestrino".


2014 - OXFORDSHIRE
2015 - AMSTERDAM 
Le vacanze, specie in città, restano delle gran fatiche, che possono essere alleggerite usando alcuni accorgimenti che nel blog raccomando caldamente.
Dove lo trovo, sperimento lo scooter. Appena ti ci siedi dimostri vent'anni più di quelli che hai ma, a parte questo, è una gran comodità e ti far vivere pienamente la città in cui ti trovi. 
In spiaggia è complicato, ma si può fare scegliendo bene destinazione e vicino di ombrellone...



...e O.P.
2010 - G.V., B.V...
"Grazie" alla disabilità conosco un sacco di vip come Bebe Vio, Giusy Versace e il mitico Oscar, allora famoso solo per le imprese sportive.

2010 - MORCHEEBA A TRIESTE
Scopro che andare ai concerti è molto comodo, perché ti mettono nello spazio vuoto tra il palco il pubblico.
E che, se fai un po' di scene, Skye Edwards, cantante dei Morcheeba, ti lancia anche un bacio con la mano.

2014 - PALMANOVA
2011. Il mio babbo mi regala l'Easybike, che non è l'handbike, il missile che usa Alex Zanardi. È un monociclo che si aggancia alla sedia a rotelle, concepito più per il passeggio che per lo sport. Ma ha il vantaggio di stare a casa in ripostiglio.
Ha otto rapporti e lo trasformo subito nel mio giocattolo della domenica mattina. Con molto ottimismo nel 2012 mi iscrivo alla mia prima mezza maratona (21 km) di Palmanova, una delle più piatte che ci sia, ma mi areno al 12º. Decido di lasciar perdere le competizioni.
Anzi no. Dopo un anno di riflessione nel 2014 mi alleno seriamente, ci riprovo e riesco a finirla 74 secondi prima del tempo massimo, che è di due ore e mezza. Al traguardo piango.
Nel 2015 faccio un'altra mezza maratona, ma per sbaglio: prendo la navetta sbagliata, non quella che porta alla partenza della 10 km ma quella della mezza! Al 18º finisco la benzina ma vengo portato al traguardo da Elena, con cui farò la staffetta 10+10 di Udine qualche mese dopo.
Lo stesso anno mi ripeto a Palmanova e mi miglioro di 20 minuti.
E la prossima?
E il futuro?
E' incerto.
Come è per tutti.