1 gennaio 2016

Dipende da come ti siedi /3: il modo

Ma il modo migliore per sedersi su una sedia a rotelle
è comunque quello di Mick Jagger: per scherzo.
(terza puntata sulle circostanze che facilitano l'adattamento alla sedia rotelle)

Oltre al GENERE e alla OCCUPAZIONE, conta molto anche il MODO in cui ci si arriva.

Il traumatizzato fino al giorno prima stava benissimo, saltava e ballava. Il malato progressivo, no: fino all'ultimo si ostinava a stare in piedi, malissimo, pochissimo e aiutandosi con ausili brutti e pericolosi come stampelle e deambulatori. Tanto che, alla fine, per il malato progressivo la sedia a rotelle è una liberazione, dalla fatica, dalle cadute e dalla dipendenza dall'auto anche per fare 300 metri. In sedia a rotelle torna a vivere, ad andare a spasso.
Il malato progressivo sa anche che la sedia a rotelle manuale potrebbe non essere per sempre, ma uno stadio intermedio prima di quella elettronica, che è tutta un'altra - e molto più pesante - musica.
In conclusione, non è tanto strano che molti malati progressivi come me, finché possono permettersi la sedia manuale, se la vogliono godere.



[continua in ISTRUZIONI]





Baci


Qualche volta, di fronte alla pagina bianca ho detto: "Oddio, cosa scrivo nel prossimo post? Devo combinare qualcosa!"
Non ci foste stati voi...
Grazie a tutti per avermi seguito, sostenuto e spinto (qualcuno anche materialmente) a fare tante cose in questi 6 anni di sedia a rotelle.
Siete stati veramente d'aiuto, un motivo in più per prenderla, non dico bene, ma almeno in modo attivo.
Vi prometto che non mi fermerò.
Chi si ferma è perduto.
Per il blog, invece, mi fermo a 63, che mi sembrano abbastanza.
63 storielle che non avrei potuto vivere, e neanche immaginare, se una persona non fosse stata vicino a me, sempre.
Baci