1 aprile 2015

MÒVE-te

Sono stato al MOVE, il salone del turismo accessibile. Ho raccattato qualche catalogo (esistono ancora al tempo di Internet, ma a cosa servono?) e qualche utile informazione, per esempio: "Le consigliamo gli alberghi quattro stelle che per legge sono tutti accessibili".
Almeno, mi sono divertito a provare la Genny, che è la versione seduta del Segway. Va benissimo, anche sullo sconnesso, avendo solo due ruote grosse, e si guida molto semplicemente e intuitivamente, spostando il busto in avanti o indietro e inclinando il manubrio a destra e sinistra. Una scheggia. Una bellezza.
A parte che mi risuonano sempre le parole del mio ex fisioterapista ("finché hai le braccia, usale"), a parte il prezzo (€ 15.000) e il problema di dove metterla, mi chiedo: dove la userei?
A casa no (esagerazione), in giro no (ci vado con la sedia o con la Easybike), in gita nemmeno (e chi la carica in macchina?).
E allora dove?
Ma certo, in vacanza! Avete presente quelle giornate infinite a camminare e visitare musei? Lì ci vuole la Genny! E scommetto che tanti sani mi invidierebbero o imiterebbero.
Ma come portarla a Londra, Roma o Parigi?
Il mio sogno sarebbe che queste meraviglie si potessero affittare, in modo che uno arriva lì con la sua bella seggiolina, entra in un negozio e se la affitta a giornate.
Ma un posto così non l'ho mai trovato.
Arriverà.

Restando - per ora e speriamo a lungo - nel mondo delle sedie ad autospinta... it's coming!


Dopo sei anni di duro lavoro e tanta esperienza, cambio cavallo.
Tilite TR: tutta in titanio; doppio tubo per maggiore rigidità e minore dispersione della spinta; più leggera; seduta più bassa per una migliore presa delle mani; più stretta; niente campanatura (che, per quanto bella, non serve a niente e ingombra); corrimani rientranti. In conclusione: più leggera, più stretta e più veloce.


Non so quando arriverà, ma fate attenzione a quello che mi disse la mitica Francesca Porcellato: "Se c'è una cosa che mi fa arrabbiare, è quando cambio sedia a rotelle e nessuno se ne accorge".
Ecco, noi siamo fatti così, prendere o lasciare.
Quindi, quando ci rivediamo, occhio alla sedia!


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